Il centro storico
Vasanello
sorge su altopiano tufaceo, posto alla confluenza
di due fossi; a quindi una pianta triangolare
ed è ai due lati circondato da profondi
dirupi, mente il terzo lato si apre su una campagna
pianeggiante. E qui, dove erano carenti le difese
naturali, i nostri antichi concittadini avevano
scavato un profondo vallo che congiunge i due
burroni laterali, ed eretto alte e possenti
mura. Lo Stretto e lo Steccato, ai due lati
della piazza, sono ciò che resta di quel
vallo. E' ancora ben visibile la parte delle
mura ed i bastioni che lì si ergono,
mentre la parte centrale delle mura, dove si
apriva la porta principale del paese, è
stata abbattuta nel 1870 per motivi di staticità
e sicurezza; del resto le stesse pareti del
castello
e di S.
Maria facevano parte del sistema difensivo.
Altri mozziconi di antiche muraglie sono visibili
lungo il perimetro del paese, nei luoghi dove
l'attenuarsi della pendenza del burrone rendeva
possibile un'attacco. Verso est era posta la
porta secondaria del paese (un vicolo lì
vicino si chiama via della Porticella) che permetteva
alle donne di raggiungere la Fontana di Sotto.
Questa era posta in uno spiazzo squadrato al
di sotto del piano stradale ed era dotata di
ampie vasche per il lavaggio della biancheria
e dalle sue fontanelle le donne riempivano le
brocche d'acqua per gli usi domestici. Dalla
fontana si rifornivano d'acqua per le loro fornaci
anche i cocciari, come testimonia Ovidio Orlandi
(Chicchiolello), i più ricchi caricandoli
su bestie da soma, mentre i più poveri
affidavano l'ingrato e faticoso compito alle
donne che venivano pagate con qualche pignatto
o pentola. Si dice (i più anziani Vasanellesi
lo hanno sentito dire dai loro nonni) che la
sorgente che alimenta la fontana si trovi in
una grotta sottorranea posta sotto il piazzale,
accessibile attraverso un lungo cunicolo che
fu bonificato verso la metà dell'800,
ma poi definitivamente crollato ed ostruito.
Del resto ora l'intera fontana è ricolma
di rifiuti e terriccio per un'opera di risanamento
del fosso San Rocco mal concepita e mal portata
a termine. La porta secondaria nel '40 fu smantellata
e, a detta della popolazione, rimontata in via
S. Antonio sull'accesso al prato di sopra. Le
vecchie foto però parlano chiaro e tale
arco con l'uscietto non ha proprio nulla a che
fare. Fu distrutta ? Venduta ? Evidentemente
i cattivi amministratori non sono una novità
di oggi. Dalla piazza del castello le
due vie principali del paese, via S. Maria e
via Roma, che correndo parallele raggiungono
i due lati della piazza della Libertà,
da dove via Roma prosegue fino a raggiungere
l'estremità nord di Vasanello, comunemente
chiamato Arghetto (per il piccolo largo che
si apre davanti a S. Sebastiano ? O Arghetto
perchè qui c'erano le case degli ebrei
?). Piazza della Libertà è pavimentata
con cubetti di travertino ed è decorata
dai disegni geometrici del filetto. Dalle vie
partono i vicoli, gli uni paralleli agli altri,
che raggiungono le ripe. Sono tutti in leggera
pendenza verso l'esterno e questa conformazione
a schiena d'asino permetteva il rapido defluire
delle acque piovane e dei liquami. Lungo gli
speroni di roccia, sotto le ripe, si aprono
molte grotte artificiali, antichi cimiteri e
tombe i cui colombari testimoniano l'antichità
del nostro centro. Altre grotte all'interno
del paese sono state scavate fin dai tempi più
remoti fino ad oggi per "seppellire"
i nostri vini. E tale e tanto è stato
il lavoro di generazioni di vasanellesi che
ora sotto i nostri piedi si apre un'unica e
immensa cantina i cui vani più profondi
si trovano 30/40 metri sotto il livello stradale
(alcuni affermano che Bassanello deriva da Baccanellum
perchè qui si adorava Bacco, dio degli
ubriaconi). Anche qui nelle nostre cantine una
lunga serie di butti scavati nel tufo è
pronta a testimoniarci i fasti di un passato
opulento e felice, brutalmente troncato da una
pestilenza. Moltissime sono le chiese nel nostro
centro storico, (ne parliamo in un'altra pagina)
di esse oggi sono adibite al culto solo S.
Maria e S.
Salvatore; degne di nota sono anche S. Angelo,
S. Martino, S. Sebastiano e S. Valentino. Tra
i palazzi gentilizzi che sorgono in un breve
spazio intorno a piazza della Libertà,
sono notevoli Palazzo del Modio e Palazzo Mercuri
Pozzaglia, begli esempi di architettura rinascimentale.
Agli inizi del secolo erano molte le fornaci
dentro le mura. Che oggi non sono più
funzionanti, le ultime due erano quella di Ovidio
e di Averio Orlandi. Oggi tutte trasformate
in cantine o magazzini. Era frequente che il
proprietario mettesse a disposizione la fornace
di altri cocciari che ne erano sprovvisti. Sparse
per i vicoli si trovano alcune edicole. Oggi
ne restano quattro: la prima in via Corazza,
sotto l'arco; la seconda in via Arco Gentili.
Entrambe sono in coccio smaltato e risalgono
al 400. La terza si trova in vicolo Cieco e
la quarta in via Roma. Queste ultime due sono
in coccio rosso. Tutte raffigurano la Madonna.
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